JILLIAN MICHAELS, LE VITTIME E I VINCITORI. TU CHI VUOI ESSERE?

IMG_3844Un paio di giorni fa mi è capitata sotto mano una citazione di Jillian Michaels che mi ronza in testa da giorni. SMETTI DI TROVARE PIACERE NEL FARE LA VITTIMA.

Questa frase mi attirerà probabilmente molte critiche, ma non posso che concordare con la mitica Jill. Incontro quotidianamente, sia nella vita vera che nel web, persone che amano lagnarsi. Le vedi proprio. Sembra che il destino si sia avventato contro di loro: sono troppo piene d’impegni, troppo stanche, troppo sole, troppo piene di amici che le portano sulla cattiva strada, troppo pigre, ipotiroidee, ipertiroidee, stanche, sfiancate, eccetera… (e la situazione esula spesso e volentieri dal solo fitness , espandendosi nelle varie sfere della vita umana).

Vi giuro mi stanco solo ad elencare le cose che sono “troppo”. Soprattutto alla luce del fatto che esistono atleti paraolimpici, campioni di fitness senza una gamba e gente che corre una maratona dopo che una bomba gli ha smaciullato una gamba alla maratona precedente (vi giuro).
Certo esistono anche persone con un handicap che si piangono addosso, ma come potete vedere è tutto nella testa e veramente molto poco nel fisico. Perché esistono persone sanissime che amano piangersi addosso.

Per uscire dalla sfera drammatica, esistono donne con 2 lavori, lauree incombenti e una casa da pulire che si allenano con costanza, madri di gemelli urlanti che trovano il modo di dedicarsi alla propria salute e chi più ne ha più ne metta. Esistono poi persone che non hanno neanche la metà di questi impegni eppure si sentono schiacciate come da un macigno insormontabile. Nella propria testa.

Di solito, quella che Jillian chiama “victim” messa di fronte al fatto che le motivazioni pesantissime che adduce non sono altro che bieche scuse, si offende mortalmente e non vuole assolutamente discutere della propria situazione, concludendo con frasi tipo “tu che ne sai?”, “non mi conosci, non lo puoi sapere”.

La colpa poi non è mai del soggetto stesso: c’è sempre un colpevole esterno. La pasticceria sotto casa, il mac la sera, gli amici insensibili, la madre cattiva, la zia giovane, il nonno autoritario e le amiche cheerleader.

Ora se ti riconosci in questa figura, non ti offendere, non sei sola. Prendi consapevolezza di questa situazione.

Nessuno è sovrappeso solo perché al mondo esistono cibi grassi, e chiudere tutte le pasticcerie del mondo non ti farà dimagrire, stanne certa. Per essere in forma devi farti un sorriso allo specchio, alzarti dal divano e farti il culo.

Rinunciare al cibo spazzatura, imparare a mangiare sano (se non lo sai fare, studiare e imparare a farlo). Allenarsi con costanza e non una volta al mese.

La colpa non è di tua madre che ti ha detto quella frase spiacevole quando avevi 13 anni.

Per citare ancora una volta Jillian “non è il passato a definire chi sei. È il presente a farlo”.  Non esistono colpevoli, se non te stessa. Ma non cercare in questa colpa un nuovo motivo di depressione: comincia oggi, adesso. Guardati e deciditi a buttare questa maschera lagnosa di vittima.

Non sei tu.

Tu sei la farfalla che lascerai uscire ❤

 

 

 

 

 

 

 

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